- Chi sta piangendo?

- Un uomo, signore!

Vicenza, 3 giugno 2006, ore 21:30

Apro questa pagina alla stessa ora in cui fino a ieri siamo andati in scena nella foresteria di villa Valmarana ai Nani.

La apro prima di tutto perchè ciò che ora mi manca non è solo il piacere di una affettuosa compagnia di giovani attori, il calore ed il rigore delle compagne e dei compagni di lavoro che hanno vissuto con noi questo viaggio con Marinelli.

Gli uomini, in arte, non si incontrano per caso. C'è chi arde dal desiderio di partecipare le proprie esperienze, e chi vuole andare avanti; è impossibile restare fermi perché le forze interiori diventano più robuste, e crescono e cercano nuove vie per esprimersi in azione creativa
K. Stanislawskij

 

Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema alla ragione,
troppo forte per la fantasia.
Fosti saggia a destarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
Tu, così vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e le favole storia.
Entra fra queste braccia. Se ti parve
meglio per me non sognar tutto il sogno,
ora viviamo il resto.

John Donne

Questi nostri attori erano tutti spiriti
e si sono dissolti nell'aria, nell'aria sottile.
E come l'inconsistente edificio di questa visione
le torri coronate di nuvole,
gli orgogliosi palazzi, i templi solenni
ed il grande globo stesso
come questo spettacolo
si dissolveranno in una nuvoletta di fumo.
Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni
e da un sogno è coronata la nostra breve vita

William Shakespeare

 

Credo che all'ombra complice degli affreschi del Tiepolo sia successo qualcosa
che ha profondamente a che fare con l'arte, e che,
di sicuro sgraziatamente e fuori dalle regole,
mi fa pensare che sia ancora possibile credere al teatro.
A qualcosa che si alimenta della vita e fornisce alimento alla vita,
a qualcosa che trova necessità nel suo essere inutile,
non utilizzabile, non asservibile ad altri scopi
che non siano quelli di chi ha il coraggio di scendere in fondo all'ombra di se stesso
di scorticarsi il cuore e le mani
per schiodare dal suo guscio di ostrica un luminoso istante di verità

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la capacità di risuonare degli altri,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non sapessi ascoltare col cuore, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non avessi amore, niente mi giova.
L'amore è paziente,
è benigno l'amore;
non è invidioso l'amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine.
Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.
La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.
Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.
Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.
Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia.
Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.

Paolo di Tarso ai Corinti