CIAN
BOLPIN E LE SCARPE MAGICHE
Il
paese dove non si muore mai
Di Silvia Roncaglia,
Titino Carrara e Carlo Presotto
PROLOGO Linizio del
cammino
Cian
Bolpin, Lei
(entrano in scena Lei e Cian
Bolpin. Lui si mette a giocare. Lei rovescia un grande sacco di vecchie scarpe
e si fa aiutare a disporle in cerchio. Mentre i due lavorano si svolge uno
strano dialogo)
LEI Quando ci si mette in cammino si scelgono i propri passi.
CIAN E le scarpe giuste da calzare.
LEI La direzione da prendere o da lasciare.
CIAN Una ciabatta o uno stivale.
LEI La rotta da seguire.
CIAN Scarpa rotta, ti fa inciampare.
LEI - Quando ci
si mette in cammino si incontrano altri passi che camminano.
CIAN Con noi o senza di noi, insieme o soli.
LEI Soli, lune, giorni, notti, passi, passi, passi
CIAN Quanti passi devo fare?
LEI Quelli che hai scelto di camminare.
CIAN E se mi voglio fermare?
LEI Puoi fermarti ad ascoltare.
CIAN Ascoltare cosa?
LEI I passi e le scarpe raccontano il cammino.
CIAN E lo spazio vuoto? (indica
uno spazio rimasto vuoto nel cerchio di scarpe)
LEI -Racconta unattesa.
CIAN E nellattesa si racconta.
LEI Quando si inizia una storia si scelgono le proprie parole.
CIAN E le cose che le raccontano.
LEI - Una ciabatta o uno stivale.
CIAN - Ma
anche una scarpa racconta
una storia? (sceglie e indossa un paio di scarpe)
LEI Sì, anche una scarpa.
CIAN Anche un cerchio di scarpe.
LEI Anche i cerchi sullacqua.
CIAN E anche i cerchi dellalbero.
LEI Anche il guscio tondo e chiuso
di una noce. (gliela porge)
1.
PRIMA SCENA Le civette
Cian
Bolpin, Civette
CIAN (gioca con le noci) Cera una volta un piccolo paese ai piedi di una collina nel quale viveva un ragazzo Cian Bolpin un ragazzo con la testa piena di sogni e le tasche piene di noci! Ehi, anche tu hai qualcosa da raccontare? Uh, sai cosa sembri? Una brutta faccia di civetta del malugurio! Dai, su, dì qualcosa!
CICÌ Fileto de serpe, acquaiolo, bolli e coci in del paiolo!
CIAN (sorpreso) Chi ha parlato?
AMBARABA - Dente de lupo, scaglion de drago / mumia de strega, ocio de mago!
CICÌ - Varda chel puto abbiamo ciuffato / Tiene na ghigna de rospo sudato.
COCO - In le so cacole suffucherà / se el naso a tromba nol se soffiarà! / Ih, ih, ih! Uh, uh, uh! Ah, ah, ah!
CIAN Appena fuori dal paese c'era una torre diroccata. Tre civette vi avevano fatto la loro casa e passavano le giornate imbastendo maldicenze e cattiverie d'ogni genere. Tutti quelli che erano costretti a passare lì sotto, si sentivano piovere addosso offese, parolacce e profezie.
AMBARABA Io me nomo Ambarabà.
CICI Io me Cicì.
COCO E me sunt Cocò.
CIAN Ambarabà? Cicì? Cocò? Tre civette sul comò! Ma vergognatevi, brutti uccellacci del malaugurio! Sempre a dire cattiverie su tutto il paese
AMBARABA Varda che bel putin, / Varda che picolin. / Grando deventerà e co fa tuti po l morirà!
CIAN Eh no, uccellacci. Io non morirò, io non ci sto. E a star fermi che si muore. Io lo so e allora parto, vado di là dal mare a cercare il paese dove non si muore mai!
COCO Ah, ah ah! Il paese dove non si muore mai?
CICI Tanto te nol trovarai!
AMBARABA Non existe e te lo sai!
CICI Serca, serca e creperai!
CIAN Adesso la vediamo chi è che crepa, maledette bestiacce! (colpisce le civette con un lancio di noci.)
CIVETTE Ahhh!
2.
SECONDA SCENA Il crocicchio
Cian Bolpin
CIAN - Questa storia di dover morire non mi va proprio a genio. Senti cosa scrivono quelli che sono andati di là del mare: (legge) Qui dal più ricco al più povero vive a carne, pane e minestra ogni giorno e alla festa tutti bevono allegramente. La gente qui non lavora nulla. Non cè bisogno di lavorare, si semina e il raccolto viene su da solo. Ho visto io quando sono salito sulla gran nave uno che ci aveva ottanta anni quando è sceso al di là del mare pareva ci avesse cinquanta di meno. Quella è una terra dove non si muore mai!
3.
TERZA SCENA La partenza
e lo stordimento
Cian Bolpin
NARRATORE - Lucebuio,
lucebuio, lucebuio E respiro di treno che culla la notte e rolla i passeggeri,
spazio di sospensione tra stazione e stazione. Lucebuio, lucebuio, lucebuio,
lucebuio...
CIAN - Sono partito,
non sono più quel Cian Bolpin di casa e di paese, e non sono ancora Cian Bolpin
arrivato. Sono in viaggio. Sono viaggio! Viaggio, volo, sogno
NARRATORE -E respiro
di treno, né un domani né ieri, tutti sciolti i pensieri nel solo accelerare
orizzontale e nel passaggio uguale di lucebuio, lucebuio, lucebuio, luce-stazione,
poi solo campi e tetti, grappoli di luci sfiorate nella notte e il cuore di
treno che batte tu-tun, tu-tun, tu-tun
CIAN E sulla
testa valige e ceste, pacchi grigi e paltò, ma quando arriverò?
NARRATORE -
Campanili, campagne, alberi, montagne, galline, gallerie, pecore, fattorie
lucebuio, lucebuio lucebuio....
CIAN - E poi... sembra di cadere e non cè più nulla, solo azzurro sopra e blu sotto, e tutto quel blu laggiù è il mare. Me lo avevano detto che era grande, ma così toglie il fiato! Quanti occhi ci vogliono per vedere tutto il mare?
Guarda! Le navi! Guarda quella: è grande come la chiesa del paese. Non spingere! Quanta gente! Sembra la sagra dei santi! Un fiume di gente! Tutti verso le navi. E quelle lì con le bocche spalancate mangiano tutto e poi via al di là del mare. Non spingere!
(fa fatica a leggere guardando in alto sulla fiancata della nave) Atlanta. Questa ci va di sicuro al di là del mare. E allora su per la passerella, sotto le gambe dei marinai, dietro i bauli e le valigie e sotto, sottocoperta, nella pancia della nave.
4.
QUARTA SCENA Il viaggio
in nave
CIAN Oh, cosa spingi? qua ci si vede come un cieco di notte! Che buio! E che puzza! Qui non si vede niente ma cè una spuzza fetentissima. E cè un sacco di gente, e tutto comincia a muoversi. Oh, Atlanta bella, vedi di stare a galla, eh! Oh, come balla! (si sente una musica da ballo)
NARRATORE Ballano le mamme che allattano i bambini.
CIAN La nave balla, oh come balla, e anche lo stomaco balla, come se come se come se avessi la balla!
NARRATORE - Ballano le pipe di gesso e il fumo dei camini.
CIAN Ooooh, su! Ooooh, giù!
NARRATORE Ballano le smorfie pallide del mal di mare.
CIAN - Me lavevano detto che il mare faceva le onde, ma mica lo sapevo che faceva le onde dacqua anche nello stomaco
NARRATORE Ballano le preghiere sulle bocche amare.
CIAN Mica lo sapevo che lacqua del mare sbronza più del vino.
NARRATORE Ballano le facce livide della gente di pianura.
CIAN Mi sento ubriaco di mare e mi viene da oooh, su! Ooooh
NARRATORE Balla negli occhi la nausea e la paura.
CIAN fuori, presto, fuori sul ponte!
NARRATORE Ballano i marinai questo ballo di mare.
CIAN Se non vado fuori muoio.
NARRATORE Ballano le suore e le donne da maritare.
CIAN Aria, cielo, mare, ooooh, onde,
NARRATORE Ballano in pancia le trippe e le budelle.
CIAN oddio quanto si balla!
CIAN E NARRATORE
Ballano le caviglie delle fanciulle belle! (compaiono le luci della costa
allorizzonte)
5.
QUINTA SCENA La
terra al di là del mare
COMPAESANO (chiamando Cian che si guarda intorno spaesato)Paesano?
CIAN Paesano!
COMPAESANO Paesano! Parente?
CIAN Parente!
COMPAESANO Parente! La gente qui è una meraviglia, è tanto buona, sai? Altro che indiani!
CIAN Di notte, dalla nave, la città sembrava un albero di Natale con tante candeline accese.
COMPAESANO Siamo vicini alle montagne,
CIAN Il paese dove non si muore mai!
COMPAESANO Mi pare di vedere tutto le nostre,
CIAN Arrivando dal mare si vedevano due città:
COMPAESANO e laria è buona.
CIAN una che si muoveva dentro lacqua e unaltra ferma sopra la terra.
COMPAESANO Eh, sì! Abbiamo tanta terra.
CIAN E quando siam scesi, gente che chiamava, che gridava, e si abbracciava e piangeva, ma erano contenti.
COMPAESANO Contenti, certo che siam contenti!
CIAN Il paese dove non si muore mai!
COMPAESANO Qui si mangia tutto lanno, tutto lanno!
CIAN Sì, ma è questo il paese dove non si muore mai?
COMPAESANO Mai? Questo è il paese dove non si muore di fame.
CIAN Fame? Non è quello che sto cercando io.
COMPAESANO Si poteva andare più avanti, ma siamo stati contenti qui: pare la nostra aria.
CIAN E ti pare che son venuto fin qua per ritrovare la nostra stessa aria? Io sono venuto a cercare il paese dove non si muore mai.
COMPAESANO Ma cosa vuoi? Guarda che qui la terra non fa nessuna fatica a dare frutti! Qui si può andare a caccia con la mano! Qui gli uccelli sono tanti come le mosche in Italia! E quadrupedi: moltissimi!
CIAN Stacci tu,
qui, coi tuoi quadrupedi! A ruminare la solita aria, il solito cibo e la solita
vita che poi finisce. Aria aria, via, via! (e parte)
6.
SESTA SCENA La miniera
Cian Bolpin, Minatore
NARRATORE
- E via e via
cammina, cammina finché non arriva ad una grande montagna nera
che ha proprio nel mezzo un grande buco nero. E Cian Bolpin da lì vede uscire
una creatura nera, più nera della montagna nera e del buco nero che forse è la
sua casa, più nera del nero della notte.
MINATORE
(sbuca da
sotto, tutto scuro) Chi sei? Che vuoi?
CIAN -
Sono Cian Bolpin e voglio il paese dove non si muore mai!
MINATORE
- Forse lhai trovato. Ma ci vorrà del tempo, tutto il tempo che dovrai scavare
qua sotto per raggiungerlo.
CIAN -
E ce ne vorrà molto di tempo?
MINATORE
- Molto, molto tempo. Centanni sicuri! E finché scavi non muori, mica si
possono fare due cose in una volta, non credi? (al lavoro) Avevo
proprio bisogno di un compagno. Io sono solo e scavo da così tanto di quel
tempo che non ricordo neanche più chi sono e come mi chiamo. Così, se tu mi
chiami, io rispondo e mi ricordo.
CIAN E come
ti devo chiamare?
MINATORE Mica me
lo ricordo. Tu prova!
CIAN Va bene
Carbone?
MINATORE Adesso
che lo dici tu, mi pare proprio che sia il mio nome
Carbone. Sì, sì: Carbone!
Tu chiami, io rispondo e mi ricordo.
CIAN E
perché scavi, Carbone? Per trovare il paese dove non si muore mai?
MINATORE Neanche
questo mica me lo ricordo. Ma adesso che ne hai parlato tu, mi pare proprio che
sto cercando il paese dove non si muore mai. Sì, sì: il paese dove non si muore
mai! Tu lhai detto, io ho ascoltato e
CIAN
e te
ne sei ricordato! (al lavoro)
MINATORE E si scava e si scava
CIAN - con le ceste e con la pala
MINATORE - si scava a turno
MINATORE - e cian Bolpin è diventato nero più nero della miniera nera
CIAN - più nero di Carbone, e di una notte nera.
7.
SETTIMA SCENA Il crollo
MINATORE E stanotte a chi tocca scavare?
CIAN Mica me
lo ricordo
MINATORE Io
credo che è a me che tocca
CIAN Adesso
che lo dici tu, mi pare proprio che sia il tuo turno. Sì sì, è il tuo turno. Tu
lo dici, io lo sento... e mi ricordo.
MINATORE
Copriti, che stanotte può gelare! (e ritorna nella miniera)
CIAN E Cian Bolpin va a dormire, e mentre dorme
sogna di essere giù nella miniera, e che la galleria si chiude su di lui, e
cerca di gridare ma dalla bocca spalancata non esce neppure un suono. E si
sveglia di colpo.
Il pozzo è crollato, ed il suo amico, Carbone è rimasto sotto la terra.
CICI Varda che bel putin, varda che picolin. / Grando deventerà e co fa tuti po l morirà!
CIAN Maledetto il giorno in cui ho deciso di fermarmi. E toccato a Carbone morire.
CICI Morte ciuffato amico al posto tuo, ma prima o poi ohi ohi, ohi ohi!
CIAN Morte vigliacca che rubi gli amici! Io sarò più vigliacco e più furbo di te. Rubi gli amici? E allora io non avrò più amici.
CICI Tre per te tre, per me, a morire tocca... a te!
CIAN Basta, basta! Via, via! (Si tura le orecchie e scappa lontano)
LEI (una voce da lontano, un ricordo) Soli, lune, giorni, notti, passi, passi, passi
CIAN Quanti passi devo fare?
LEI Quelli che hai scelto di camminare.
CIAN E se mi voglio fermare?
LEI Puoi fermarti ad ascoltare.
8.
OTTAVA SCENA La foresta
Narratore, Cian Bolpin, Grumo
CIAN E arriva ad un bosco, così fitto e scuro, che ci si perde dentro. Ma dove sono finito? Alberi, silenzio e verde Ehi, cè nessuno? Alberi, silenzio e verde. Poi, tra tutto quel verde, vede uno strano boscaiolo. (compare Grumo) Proprio in mezzo alla radura: vecchio come le piante che sta abbattendo a colpi d'accetta, una specie di gnomo storto e rugoso come i rami e la corteccia.
CIAN Ehi, buon vecchio ! Mi sai dire dovè la strada per il paese dove non si muore mai?
GRUMO Io conosco solo il bosco che non finisce mai: questo! Magari, dopo il bosco che non finisce mai cè proprio il paese dove non si muore mai, ma se non lattraversi non lo saprai!
CIAN E io lo attraverserò!
GRUMO Povero grullo senza cervello, il bosco è più impenetrabile delle mura di un castello. O stai con me ad abbattere e tagliare, o non lo potrai mai attraversare!
CIAN E quanto tempo ci vorrà?
GRUMO Molto, molto tempo, duecento anni sicuramente, e finché tagli non muori certamente, mica si possono fare due cose in una volta, non credi? Su, mettiti subito a lavorare, ma zitto! te lo dovrai ricordare! Io non amo chiacchiere inutili e stupida compagnia, intesi!
CIAN Altro che
buon vecchio! Di questo, certo non ci divento amico. Verde e silenzio
duecento anni
sta bene anche a me. (si mette al lavoro)
GRUMO - Tronchi e rami tanti
CIAN - Colpi e tagli quanti
GRUMO - Sega abbatti e schianti
CIAN - Avanti così
anno dopo anno. (si trovano davanti il re degli alberi)
9.
NONA SCENA Il Re degli alberi
Cian Bolpin - Grumo
GRUMO Dài, grullo, aiutami! Questo è lalbero più grande dellintera foresta. Solo in due possiamo farcela ad abbatterlo. Ehi sciocco, cosa fai lì impalato come un allocco?
CIAN - E che mio nonno mi diceva sempre che lalbero più grande è il custode del bosco è come uno spirito e non va toccato, tagliarlo porta male.
GRUMO E tu ci hai creduto, grullo? Son proprio idee da vecchio citrullo. Su, datti da fare, non ho tempo da aspettare.
CIAN Ci ha mai provato nessuno ad abbatterlo?
GRUMO No, mai.
CIAN Lo vedi? E allora una ragione ci sarà pure.
GRUMO (ride) Sì, che ad abbatterlo si fa una maledetta faticaccia! E non fare quella faccia, va là! Questo è un albero come tutti gli altri. E tu sei uno sfaticato come tutti gli altri!
CIAN Non è vero!
GRUMO Sissignori, grullo! Tu sei uno sfaticato, e un credulone citrullo! E sei anche un fifone che ha paura della sorte e della morte.
CIAN (infuriato) Ah sì? Io lho sfidata la morte, io non ho paura! Adesso te lo faccio vedere io! Questo lo abbatto da solo! In fondo hai ragione, sono solo storie di vecchi e questo è un albero come gli altri, solo più grosso. (prende laccetta e comincia ad abbatterlo) Colpo dopo colpo, lalbero si piega e geme. Colpo dopo colpo, la scure colpisce e ferisce. Colpo dopo colpo e la grande chioma si rovescia e si ribalta a terra come un altro prato sul prato.
Quanti cerchi! Uno, due dieci, venti, cinquanta cento, più di cento. Quanti cerchi, quanti anni! E ogni cerchio suda gocce di linfa come lacrime. Lalbero piange...
ALBERO Tua madre la terra, e tuo fratello il cielo, non sono cose da prendere e vendere come si fa con le scarpe o con largento. Il tuo appetito divorerà la terra e non ti resterà che il deserto.
CICI Varda che bel putin, varda che picolin. / Grando deventerà e co fa tuti po l morirà!
CIAN Ancora tu!
AMBARABA Ancora mi, ancora ti, ancora morte pure qui! Falcia, falcia e tu saria falciato! Taglia, taglia e tu saria tagliato! Schianta schianta e schiatterai. Ahi, ahi, ahi! Todo ha un prezzo, olè, e a morire tocca a te!
CIAN Ah sì, tutto ha un prezzo?
Allora avrà un prezzo anche la morte e io me la saprò comprare! Voglio proprio
vedere
(Cian Bolpin abbandona la scure e
scappa lontano)
LEI (sempre la voce da lontano) Soli, lune, giorni, notti, passi, passi, passi
CIAN Quanti passi devo fare?
LEI Quelli che hai scelto di camminare.
CIAN E se mi voglio fermare?
LEI Puoi fermarti ad ascoltare.
10.
DECIMA SCENA Il
lago dorato
Cian
Bolpin, vecchia col secchio
CIAN E arriva ad un lago con lacqua dai riflessi dorati. Sulla riva del lago cè una vecchia con un secchio e delle scarpe dorate.
CIAN Ma che cosa stai facendo?
VECCHIA Svuoto il lago, non lo vedi?
CIAN Svuoti lacqua del lago? E perché?
VECCHIA Perché cè!
CIAN Perchè cè cosa?
VECCHIA Ehi, dico, non sai cosè? Io ladoro, giallo, prezioso oro!
CIAN Nel lago cè delloro? E perchè?
VECCHIA Ehi, Signor Perchè, ma dico io, non sai proprio niente tu! Beh, te lo dico io: oggi, come ogni anno, il re si veste doro e fa il bagno nel lago, e quando viene fuori dallacqua, tutto il lago è dorato. E io svuoto il lago per cercare loro del Re. Ehi, dico, che ne dici?
CIAN Che storia! E io cerco il paese dove non si muore mai.
VECCHIA E perchè?
CIAN - Sai dovè?
VECCHIA Io dico che se resti con me, fino a che non avrò vuotato tutto il lago, non morirai.
CIAN E quanto ci vorrà per svuotare tutto il lago?
VECCHIA Molto molto tempo... Per arrivare alloro che cè sul fondo, ci vorranno almeno trecento anni, dico io. E poi, quando avremo quelloro non moriremo più, te lo dico io! A cosa ti serve un paese dove non si muore mai? Basta la ricchezza, dico io. Con loro puoi avere tutto quello che ti pare Che ne dici, che ne dici? Svuotare, guadagnare, accumulare, comperare Svuotare, guadagnare, accumulare, comperare dai, Signor Perchè, datti da fare, se si è ricchi non cè tempo per morire. Ehi, dico, non lo sai che il re è immortale?
CIAN Dici
VECCHIA Perchè è il re! Che ne dici?
CIAN Al lavoro dico! (si mette al lavoro) Riempi e svuota acqua e sabbia riempi e svuota acqua e sabbia Avanti, così, anno dopo anno.
11.
UNDICESIMA SCENA Le
luci sul lago
NARRATORE Ecco il Re che scende al lago tutto vestito doro. Eccolo, eccolo! Ma perchè sta lì disteso in mezzo al suo tesoro? Perchè non si muove? E tutte quelle fiaccole accese, perchè? Quella processione di barche, perchè? Hanno buttato il re in acqua... ma allora...
COCO Varda che bel putin, varda che picolin. / Grando deventerà e co fa tuti po l morirà!
CIAN Non è possibile! Non può morire il Re doro
COCO - Oro, oro,
peggio per loro! Oro, oro, peggio per loro! Te rico sfondato te credevi de
campare, ma nel lago doro anco lo re va a sprofondare. Se more lui, crepi anco
tu. Lo dico io, che dici tu?
CIAN Dico che
puoi andare allinferno! Non ascolterò più nessuno, non mi fermerò più con
nessuno finché non troverò il paese dove non si muore mai! E lo troverò,
vedrai! (scappa)
LEI (sente di nuovo il richiamo) Soli, lune, giorni, notti, passi, passi, passi
CIAN Quanti passi devo fare?
LEI Quelli che hai scelto di camminare.
CIAN E se mi voglio fermare?
LEI Puoi fermarti ad ascoltare.
La Dama Del Ghiaccio, Cian Bolpin
CIAN E un giorno arriva ad un palazzo di ghiaccio, gelido e scintillante. Percorre una galleria poi trova una porta ed entra in quel grande palazzo di luce e di gelo.
DAMA (bellissima e fredda. Ripete i suoi gesti, sempre uguali) Cosa cerchi, ragazzo, in questo posto ai confini del mondo?
CIAN Il paese dove non si muore mai!
DAMA E allora lhai trovato.
CIAN E... posso restare?
DAMA Sì, ma non sporcare. Pattine ai piedi oppure pattini! Qui tutto è candido, scintillante non sporcare è molto importante. E non si tocca niente. Meglio mettere guanti. Qui tutto è prezioso, fragile, delicato a non toccare sei obbligato. Però , se vuoi, puoi mangiare un gelato. Attento! Non lasciare segni sul ghiaccio!
CIAN Finalmente sono arrivato! E adesso farò una vita da gran signore: panna, cioccolato, melone, lampone, menta, pistacchio, granita al limone! devo solo preoccuparmi di mangiare e dormire, senza invecchiare, senza soffrire senza lasciare segni sul
ghiaccio.
DAMA Hai sete? Hai fame? Vuoi una goccia, un ghiacciolo, un gelato, un dolce diaccio? Attento! Non lasciare segni sul ghiaccio!
13.
TREDICESIMA SCENA
La nostalgia
NARRATORE - Passa un anno, un mese e un giorno e Cian Bolpin una notte sogna il suo paese, come laveva lasciato.... Il suono delle campane, lodore dellerba dopo la pioggia, il canto degli uccelli, lodore della cucina, il giallo del sole, le storie e i racconti degli amici...
E quando il sogno se ne è andato gli lascia in bocca il sapore della nostalgia.
La nostalgia è una cosa molle e dolorosa nel cuore. È uninsalata amara, un frutto aspro perché fa mancare le persone e le cose. La nostalgia si vede negli occhi.
Dopo quella notte Cian Bolpin, ogni mattina, saliva sulla torre di ghiaccio più alta, e guardava più lontano che poteva, avrebbe voluto gettare gli occhi al di là del mare, al di là dellorizzonte.
14. QUATTRODICESIMA SCENA Gli stivali magici
La Dama del Ghiaccio, Cian Bolpin
DAMA Hai sete? Hai fame? Vuoi una goccia, un ghiacciolo, un gelato, un dolce diaccio?
CIAN Ho nostalgia e voglio andare via.
DAMA Cosè nostalgia?
CIAN La nostalgia si vede negli occhi.
DAMA Quella che vedo nei tuoi occhi è stupidità che ti vuole portare via di qua. Attento: non lasciare il palazzo di ghiaccio!
CIAN Voglio rivedere il mio paese, la mia famiglia, i miei amici.
DAMA Te lo domanderò tre volte: Sei proprio sicuro di voler andare?
CIAN Sì.
DAMA Sei proprio sicuro di voler andare?
CIAN Non resisto più.
DAMA Sei proprio sicuro di voler andare?
CIAN Voglio ritornare anche solo per un istante.
DAMA Questa malattia non si può curare neppure nel Paese dove non si muore mai, e allora vai. Questi stivali magici, veloci come il vento, ti porteranno dove vorrai in un solo momento. Però attento, non toglierli mai o non ritornerai! Non toglierli mai oppure morirai!
15. QUINDICESIMA SCENA Il viaggio di ritorno, la miniera
CIAN Appena infilati i piedi negli stivali lo spazio gli scivola addosso Un vento freddo gli soffia contro. I piedi in avanti e la testa indietro, che fa una gran fatica a respirare.
NARRATORE - E via fino a che trova una lanterna abbandonata e un paio di scarpe da minatore in un deserto di pietre che si perde allorizzonte.
CIAN Ma qui è dove cera la montagna con la grande miniera. La miniera dove è morto Carbone. Ho fatto bene ad andarmene se restavo sarei morto anchio.
16. SEDICESIMA SCENA La foresta
NARRATORE E via, via, ancora nel vento...E via, senza respiro. Tante cose gli corrono incontro. finché non vede una scure arrugginita e un vecchio paio di scarpe da boscaiolo, abbandonate in un gran deserto di cenere.
CIAN Qui è dove ho incontrato il boscaiolo. Neanche un albero, solo cenere! Ho fatto bene ad andarmene: se fossi rimasto qui ora sarei già morto.
17. DICIASSETTESIMA SCENA Il lago
NARRATORE E via ancora via, trascinato da quei diavoli di stivali sopra le case e le cose, sopra ai campi e sopra ai campanili, finché non arriva ad un deserto di sabbia dorata. E lì cè un secchio abbandonato e un paio di scarpe doro.
CIAN Qui cera il lago dorato. Dovera acqua ora cè solo sabbia. Ho fatto bene a scappare. Se fossi rimasto qui a questora sarei già morto stramorto!
18. DICIOTTESIMA SCENA Il crocicchio
NARRATORE- E via, ancora una volta via, finché sente di essere vicino a casa. Si ferma con il cuore che gli batte forte
CIAN Cera una volta un piccolo paese ai piedi di una collina. Un giorno vi fece ritorno un ragazzo curioso che era partito con la testa piena di sogni e le tasche piene di noci in cerca del paese dove non si muore mai Il mio paese! Il campanile era più era meno era diverso. E la strada girava... e la mia casa... ma dovè la mia casa? Avrò sbagliato strada?
19.
DICIANNOVESIMA
SCENA Le civette
CIAN E perché nessuno mi riconosce? Sono io, sono Cian Bolpin!
AMBARABA- Cian Bolpin? Chi?
CICI - Cian Scopeton, Cian Bocadoro o Cian Moieca?
COCO -Cian Boaro, o Cian Paleta?
CICI - Cian Da
Vale o Cian dei miei stivali? Ih,
ih,ih!
CIAN Ehi, ma chi ha parlato?
AMBARABA Mi sunt mi, ma chi estu ti?
CIAN Sono Cian Bolpin, Cian Bolpin che era partito e che adesso è tornato al suo paese. Basta scherzare adesso: dove sono i miei? Dovè la mia casa?
CICI Io mè abeo capito! Tu es quel Cian Bolpin que fabulava mia nona. Ella cuntava la fabula che le cuntò avante sua nona et nona di sua nona.
COCO anco mi cognosco illa storia! Ghera un Cian Bolpin deambulato via alla cerca del paese dove non se more mai
CICI - Et mai più tornato esso fu.
CIAN Sì, mia nonna! Tua nonna e la nonna di tua nonna! Ma io non ho mica trecento anni. Cosa centro io con tutte ste vecchie bacucche ...
CIVETTE varda che bel putin, varda che picolin. / Grando xe deventà e fra un pocheto e l morirà!
CIAN Adesso ho capito! E tutto un vostro scherzo, eh? Voi sì che non siete cambiate! Siete le solite brutte civette del malaugurio! Sempre lassù a imbastire cattiverie, maldicenze e bugie! Sempre a parlar di tempo, di morte o malattie! Io me ne torno al paese dove non si muore mai.
20.
VENTESIMA SCENA Il
carretto
LEI (ricompare la donna dellinizio. Rovescia di nuovo il suo sacco di
scarpe) Ehi, senti, puoi aiutarmi? Guarda che
disastro! Tutte le scarpe si sono spaiate e sparpagliate.
CIAN Non posso
aiutarti, lasciami stare, devo tornare al paese dove non si muore mai.
LEI Per
favore, non ci vorrà molto, cosa ti costa?
CIAN Non
posso, non ho tempo. Sono in viaggio.
LEI Quando si
è in cammino si incontrano altri passi che camminano e ci si può fermare ad
ascoltare
CIAN (sospira,
poi prende due scarpe uguali tra quelle sparse per terra e le mette vicine
appaiate) Ascoltare cosa?
LEI I passi e
le scarpe raccontano il cammino...
EPILOGO La donna del carretto
LEI (anche lei prende due scarpe e le mette lungo il cerchio) Grazie, Cian Bolpin!
CIAN Come fai a sapere il mio nome? Chi te lha detto?
LEI Se ti
chiamo tu rispondi... e ti ricordi.
CIAN Ma qui nessuno si ricorda più di me. Perchè?
LEI Ehi, Signor Perchè, ogni giorno nel paese dove non si muore mai, è un anno un mese e un giorno nel paese dove si vive e si muore.
CIAN Ma allora il Paese dove non si muore mai è il paese dove non si vive mai!
LEI Bravo grullo! Valeva la pena fare tutta questa strada per tornare qui? Citrullo! Tu hai perduto tutto il tuo tempo e io ho consumato tutte queste scarpe per correrti dietro. Il nostro appuntamento era qui, oggi. Se ti avessi semplicemente aspettato, non avrei fatto tutta questa fatica.
CIAN Appuntamento? Con me? Chi sei tu?
LEI Chi sono io? Non lindovini? Eppure avevamo
appuntamento qui, per raccontare questa storia. E per raccontare questa storia
abbiamo fatto tanti passi.
CIAN I passi raccontano?
LEI I passi e le scarpe raccontano il cammino.
CIAN E lo spazio vuoto? (nel cerchio di scarpe è rimasto uno spazio
vuoto)
LEI
Racconta unattesa.
CIAN (si toglie gli stivali e li mette nel posto rimasto vuoto) E nellattesa si racconta.