MATERIALI DI LAVORO SU

I TRE PORCELLINI

di Carlo Presotto e Titino Carrara
produzione teatrale de La Piccionaia - I Carrara
Vicenza

T : Analisi dei motivi della fiaba secondo Thompson

C : una versione veneta del motivo - i tre volpini

L : collegamenti ad altri siti interessanti

LI : una versione della fiaba sul tema della crescita

LII : una versione della fiaba con attenzione all'aspetto musicale

V: la versione tedesca della fiaba

J : il testo della canzone

La fiaba è un luogo dell'immaginario, dove è bello rifugiarsi per prendere un po' il fiato durante il faticoso cammino del diventare grandi
Nascosta nella fiaba c'è anche la conferma che le nostre difficoltà non appartengono solamente a noi, ma sono un patrimonio che ci accomuna a chi è venuto prima di noi ed a chi verrà dopo.

I tre porcellini è una variante delle storie in cui l'Orco, l'antagonista divoratore, prende la forma del lupo.
Il primato della più nota spetta forse a Cappuccetto rosso, in cui il lupo è l'unico animale parlante in un mondo di esseri umani, anche se la sua diffusione sembra essere soprattutto legata alla lettura di un testo stampato, a partire da Perrault.
Le più diffuse nell'ambito della tradizione orale sono invece quelle in cui la maggior parte dei protagonisti sono animali, per quanto il loro comportamento e il dono della parola ci indichino chiaramente gli esseri umani mascherati.
Sette caprettini, tre volpini, tra porcellini si trovano alle prese con un mangiatore, che approfittando della loro ingenuità arriva molto vicino al suo scopo, per venire sconfitto solo alla fine.
Si tratta di una fiaba diffusa in tutto il mondo, ed amatissima dai più piccoli, come sa chiunque l'abbia raccontata (e ri-raccontata molte volte).

La nostra lettura stabilisce una relazione tra l'atto di costruirsi la casa da parte dei piccoli porcellini ed il lavoro necessario per costruirsi una identità personale, un modo di essere che ci permetta di muoverci all'interno di un sistema complesso fatto di genitori, fratelli, parenti, compagni, insegnanti, amici.
Bisogna darsi da fare, ci sono delle regole di comportamento da imparare: stai composto, non mettere i piedi sulla tavola, lavati le mani, saluta la zia, non toccare i miei giochi, stai in porta, facciamo che tu eri il principe e io la fata, etc. Un lavoro che probabilmente dura tutta una vita, ma che negli anni della crescita vive i suoi momenti cruciali.
La metafora della casa che va costruita con pazienza e sapienza perchè possa resistere agli assalti di un mondo esterno esigente e aggressivo è servita a generazioni di bambini per prendere sicurezza, intravedere un traguardo in fondo alla strada, immaginare la propria casa realizzata.
Perchè per costruire la propria casa occorre un progetto, un desiderio, e ad esso dobbiamo accompagnare un lavoro paziente, mattone su mattone, che di giorno in giorno aggiunge qualcosa all'edificio.

La casa del porcellino più grande nella nostra versione è anche una casa aperta, in grado di accogliere e difendere i fratellini nel finale.
Ed in questo senso ci piace certamente di più della casa della formica di La Fontaine, chiusa alle richieste della imprevidente cicala.
Perchè più la nostra casa/identità ha fondamenta solide e più è in grado di dialogare con il mondo, di aprirsi e di accogliere nuove idee, di sviluppare le proprie potenzialità, e soprattutto di prendere in giro lupi cialtroni e commedianti come il nostro luponero.

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