10 anni senza Chico Mendes

Sono ormai passati 10 anni dall' uccisione di Chico Mendes, e per commemorare l'anniversario vi propongo questa intervista con il vescovo e il sindaco di Rio Branco, durante una visita fatta in Italia nel 1995 per cercare solidarietà per la loro terra sfortunata che ho trovato in rete. Ho avuto occasione di conoscere di persona don Moacyr e Jorge Viana all'Assemblea del MLAL nella capitale dell'Acre, che dista 150 chilometri da Xapurì, il villaggio dove viveva ed è stato ucciso Chico Mendes. Sono due splendide persone, che hanno scelto chiaramente da che parte stare, e che lottano ogni giorno per la giustizia, incuranti delle difficoltà e dell'indifferenza che incontrano, animati da una speranza senza limiti.
Dal 1995 ad oggi la situazione, non solo per gli acreani ma per la maggior parte dei Brasiliani, non è molto cambiata,  se non in peggio. Nuove elezioni presidenziali sono alle porte, i candidati sono quelli di 4 anni fa, la situazione economica continua ad essere critica, ma il desiderio di cambiare è ancora vivo.


 

 Intervista a Mons. Moacyr Grechi e Jorge Viana

Brasile 1995: Sviluppo, solidarietà, esclusi

A cura di Andrea Bonati e Fulvio Bucci

Di solito uno sguardo sulla situazione si dà «dall’alto», e più si va su più si vede meglio. Ma non sempre è così semplice; e una visione di questo nostro mondo così strano e ingarbugliato preferiamo darla dal «basso» della vita quotidiana di milioni di contadini, indios e sfruttati di ogni genere piuttosto che dall’alto di grandi e potenti palazzi.
Ecco il senso di tanti (almeno speriamo) incontri e condivisioni di esperienze che senza fare notizia avvengono nelle sale e nelle case delle nostre città. È forse da qui che può partire quella «rivoluzione» che costringa anche noi del Nord a guardare rispettosamente il mondo dall’altra parte capovolgendolo come ci invitava a fare già molti anni fa il Card. Arns?
Così è passata senza clamori e riflettori una umile delegazione del municipio di Rio Branco, capitale dello stato dell’Acre in Brasile, in Italia per allacciare rapporti di solidarietà con altri comuni italiani e forse per sentirsi meno soli nell’immane lotta quotidiana per lo sviluppo e la dignità umana. E almeno noi il tempo per ascoltarli e riflettere con loro delle sorti di questa nostra cara terra, e in particolare della loro parte di terra, lo prendiamo nella speranza di
aiutarli un poco nel tentativo di essere meno esclusi.
Abbiamo incontrato Mons. Moacyr Grechi, il vescovo e Jorge Viana Sindaco del PT (il partito dei lavoratori).

Dom Moacyr, lei è vescovo di Rio Branco nel bel mezzo dell’Amazzonia brasiliana. Come analizza lei la situazione mondiale dal suo «osservatorio»?

E in Brasile?
  Purtroppo questi dati non sono nuovi. Ma cosa rappresenta il futuro per chi è costretto a vivere questa situazione?
  Al Sindaco Jorge Viana chiediamo invece com’è la vita nella città di Rio Branco, in quella situazione, in quella regione Amazzonica?
 

CARDOSO, LULA E LA POLITICA

Mons. Grechi, in Brasile si sono da poco svolte le elezioni presidenziali e ancora una volta la sinistra con Lula è stata sconfitta, ed è venuto fuori quel strano personaggio che è Cardoso, intellettuale di sinistra alleato alla destra. Ci può spiegare meglio la situazione?
  Jorge Viana: nonostante tutto, esiste qualche segno vitale e positivo nella politica del suo paese?
 

UNA FORESTA PER TUTTI

Rio Branco è nel bel mezzo dell’Amazzonia. Il problema della foresta amazzonica è assolutamente ineludibile per tutto il mondo, ma è chiaro che i primi protagonisti siete voi. Quale futuro è possibile?

CHICO MENDES

Dom Moacyr, parlando di foresta non è possibile dimenticarci di Chico Mendes che sulla foresta aveva pensato, progettato e iniziato a costruire uno sviluppo diverso, rispettoso dell’uomo e dell’ambiente insieme, e per questo è stato ucciso. Chico era proprio di Xapurì non molto lontano da Rio Branco e lei ha celebrato il suo funerale.